CIP-CIP… e CIP
July 1st, 2009Dopo il MacBook che fa “bip”, un altro rumore molesta le mie orecchie, il canto di un merlo. Anzi, di QUESTO merlo.
Dopo il MacBook che fa “bip”, un altro rumore molesta le mie orecchie, il canto di un merlo. Anzi, di QUESTO merlo.

Il nuovo Apple MacBook Pro 17″ UniBody: un sacco di Euro
Il “BEEP” dell’hard disk: non ha prezzo
Dopo il succhia-batteria OS3.0 per iPhone, Apple mi stupisce ancora per la sua qualità rifilandomi un bel computer con tanto di “BEEP” incluso. Alle riunioni sarò il più invidiato.
Non importa cosa stia facendo, anche più volte al minuto, ad intervalli casuali, l’hard disk emette un clangore metallico poi un “BEEP” breve ed acuto.
Mi consola il fatto di non essere il solo a riscontrare il problema che per ora sembrerebbe arginato agli hard disk 7200 RPM. Alzate il volume e godetevi il video.
Masticabrodo inaugura la bella stagione con pranzi e cene all’aperto, da gustare nel giardino estivo. Ogni portata è imperdibile, dai salumi che si sciolgono in bocca alla delicatissima millefoglie con fragole. Buon appetito.

Pubblico oggi una mia intervista uscita lo scorso Aprile sull’House Organ CNA, a firma di Fabrizio Furlotti, giornalista in forza presso Edicta e persona squisita, aggiungo io. Grazie per avermi riservato lo spazio d’onore dedicato all’impresa del mese.

«Creatività artistica e spirito imprenditoriale. Un connubio assai difficile da realizzare. Ma Fabio Iaschi, giovane neo-imprenditore, sembra esserci riuscito.
Dopo aver ricevuto importantissimi riconoscimenti a livello mondiale per la sua capacità di mettere la sua arte figurativa al servizio della tecnologia, da qualche mese si è lanciato in una nuova sfida, iniziando un’attività come web designer con l’impresa “Torakiki”.
Qual’é stato il percorso che ti ha portato su questa strada?
“Ho concluso gli studi all’Istituto d’Arte Toschi e sono stato subito contattato da un’azienda che cercava un giovane per il ruolo di web designer. Era il 1999, io non avevo nemmeno il computer. Di Internet avevo solo sentito parlare. Il mio progetto di un sito web era disegnato a mano, con china e pennello, su tavole 70×50. Una cosa d’altri tempi.
Ho imparato tanto lavorando con un team di persone molto capaci, specializzandomi nel ruolo di art director. Alla fine, però, non vedevo più davanti a me grandi prospettive, non avevo più gli stessi stimoli”.
Così hai deciso di metterti in proprio…
“Esatto. Dallo scorso giugno ho aperto una mia attività. Per ora sono molto soddisfatto. Per la parte di gestione dell’impresa mi aiutano mio fratello, che sta studiando economia, e la CNA.
Grazie alla loro disponibilità sono riuscito ad evitarmi un sacco di intoppi. I clienti per ora non mancano: molti mi conoscevano da prima perché avevo lavorato con loro, qualcuno mi ha conosciuto grazie al sito mymoleskine.net”.
Di che cosa si tratta?
“Nel 2004 ho ripreso in mano la matita, dopo un lungo esilio impostole dalla tecnologia, e ho iniziato a creare una serie di illustrazioni sulle pagine della mia agenda, una Moleskine, appunto. Un anno dopo ho creato un sito per diffondere Internet per diffondere i miei disegni. Immediatamente ho avuto dei riscontri e delle segnalazioni positive. È stato un progetto nato quasi per caso, ma che mi ha dato molte soddisfazioni: sono stato sia nel 2007 che nel 2008 fra i 5 finalisti del Webby Awards, l’Oscar di Internet, cui partecipano oltre 8000 designer. Sono finito pure su Repubblica e sul Corriere della Sera”.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Voglio continuare a lavorare crescendo insieme al nostro territorio. Il mio obiettivo primario è finire la Moleskine: il sogno sarebbe organizzare una mostra delle illustrazioni, magari grazie al sostegno di una delle aziende della CNA che voglia fare un piccolo investimento. La Moleskine infine, vorrei fosse messa all’asta, per devolverne il ricavato in beneficenza”.»
Ravanando nell’archivio dei miei lavori ho esumato questa breve intro Flash, realizzata nel 2000 in occasione di un concorso organizzato dall’oggi famosissimo portale HTML.it. All’epoca della premiazione, tenutasi a Roma, ero un ragazzino nemmeno ventenne, finalista tra tante web agency. Gli sguardi incuriositi si sprecavano. Non ho vinto, ma credo di essermi fatto notare ;)
Formine per cappelletti, cucchiai di legno e mattarelli. Sono gli strumenti della tradizione gastronomica artigianale parmigiana. Alcuni di questi scatti sono andati a popolare il sito Masticabrodo.





Hai mangiato le tue verdure? Alcuni still-life scattati con obiettivo Canon 60mm.

Melanzane: superfici bio-tecnologiche degne degli Aliens di H.R. Giger.

Pomodoro: la cresta di un monte.

Broccoli: le fronde di una foresta equatoriale.

Broccoli: in volo su una foresta.

Broccoli: curatissimi cespugli.
Vede oggi la luce Wolfram Alpha, nuovo ambizioso motore di ricerca semantico ispirato ai dettami del Web 3.0. Troppi paroloni? In soldoni il web semantico aggiunge significato ai termini di ricerca, aumentando così le probabilità di reperire informazioni pertinenti. Tecnicamente accade tutto grazie a specifici tag XML, studiati per contestualizzare gli elementi che costituiscono il web.
Tornando a Wolfram, saremo in grado di ottenere risposta a domande dirette, come How old is Barack?, mentre è ancora senza risposta la domanda How strong is Chuck Norris?. C’è da dire però che Wolfram Alpha è in grado di imparare… e se anche non volesse, lo costringerebbe Chuck Norris a suon di calci ruotati all’indietro.
Brick Player è dedicato ai maniaci dei famosi mattoncini colorati. Per il ritratto di Toad, l’autore del blog, ha tratto ispirazione da un mio vecchio post (visibile qui). Onorato!

Lego Toad's portrait by Brick Player.